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    Home » SONOFF Dongle Max: caratteristiche hardware e funzionalità del nuovo coordinatore Zigbee
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    SONOFF Dongle Max: caratteristiche hardware e funzionalità del nuovo coordinatore Zigbee

    Dario MontalbanoBy Dario Montalbano12 Ottobre 2025Nessun commento
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    Bentrovati amici smart,
    Oggi torniamo a parlare di lui: il Dongle Max, il nuovo coordinatore Zigbee di casa Sonoff. Nel video precedente abbiamo visto una rapida presentazione, oggi ci concentreremo sulle sue caratteristiche hardware e sulle funzionalità che ha da offrire.

    Antenne e architettura hardware

    Un aspetto che saltà subito all'occhio sono queste due super antenne,

    • una dedicata alla rete Zigbee
    • e l’altra alla rete Wi-Fi

    A bordo troviamo infatti due chip distinti:

    • un ESP32, dedicato alla gestione di sistema, delle funzionalità di rete e dei servizi accessori,
    • un chip Zigbee EFR32MG24, tra i più performanti attualmente disponibili

    Questa separazione fisica tra le due antenne, garantisce un ottimo isolamento dei segnali, riducendo le interferenze e migliorando sia le prestazioni che la stabilità delle comunicazioni.


    Connessioni: come si collega alla rete

    Sul retro troviamo:

    • una porta Ethernet con supporto PoE, che ci permette non solo di collegarlo alla nostra rete LAMìN, ma anche di alimentarlo se disponiamo di un apparato compatibile.
    • una porta USB-C, che possiamo usare come alternativa all’alimentazione via Ethernet, oppure – oltre ad alimentarlo – come interfaccia seriale, per collegarlo direttamente a Zigbee2MQTT (o ad altri sistemi) come un classico dongle USB.

    Accesso e configurazione iniziale

    Per poter gestire tutte le sue funzioni, è necessario accedere alla sua interfaccia web, collegandolo alla nostra rete tramite Ethernet oppure Wi-Fi.

    In assenza di una rete domestica, è possibile accedere ugualmente al dongle in modalità Access Point: ovvero, una volta alimentato, lui stesso esporrà una sua rete Wi-Fi, alla quale possiamo collegarci direttamente dalle impostazioni wifi del nostro dispositivo.

    Entrando nel pannello ci troviamo davanti a un’interfaccia ricca di funzioni.


    Impostazioni di rete

    In questa sezione troviamo 3 modalità di utilizzo

    • Access Point, che ci consnete di abilitre o disabilitare la funzione
    • Ethernet, dove possiamo gestire le impostazioni di rete scegliendo se usare il DHCP oppure assegnare un indirizzo IP statico.
    • WLAN, per connetterlo alla rete Wi-Fi di casa come alternativa alla rete clablata.

    Sezione EFR

    La sezione Modalità EFR ci consente di definire il ruolo che vogliamo assegnare al chip Zigbee. Possiamo configurarlo come

    • coordinatore
    • router
    • oppure in modalità Thread RCP.

    Quest’ultima modalità apre scenari un po’ più avanzati, che è meglio approfondire in un video dedicato.


    Sezione Z2M/ZHA

    la sezione Z2M/ZHA, come suggerisce il nome, fornisce le indicazioni necessarie per integrare il dongle ai rispettivi sistemi.
    Tra le varie opzioni, troviamo anche la possibilità di modificare il MAC address del chip Zigbee, noto anche come IEEE Address.
    Questa funzione può tornare utile, ad esempio, quando vogliamo sostituire un vecchio coordinatore con questo nuovo modello e mantenerne l’identità sulla rete Zigbee, evitando così di dover riassociare tutti i dispositivi.
    Va però sottolineato che la sostituzione di un coordinatore, forzando il MAC address di quello vecchio su quello nuovo, è un’operazione delicata che deve essere gestita con le dovute accortezze.


    Sezione Tools

    MQTT

    Spostandoci nella sezione Tools, troviamo altri strumenti davvero interessanti.
    Ad esempio un client MQTT che permette di collegare il dongle a un broker MQTT – come quello che abbiamo configurato con Mosquitto – e di pubblicare in tempo reale eventi legati al coordinatore.

    Gli eventi monitorati possono essere diversi, come:

    • lo stato del coordinatore
    • eventuali conflitti di IP o hostname
    • modifiche alle impostazioni
    • eventi critici come disconnessioni o problemi di rete e molto altro

    A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: “Ma a cosa serve tutto questo?”
    Facciamo un esempio pratico: se il coordinatore dovesse avere un problema o disconnettersi dalla rete Zigbee, l’evento verrebbe immediatamente inviato al broker MQTT.
    Home Assistant, che è iscritto come subscriber, riceverebbe l’informazione in tempo reale e, tramite un’automazione, potrebbe inviarci una notifica sullo smartphone.
    In questo modo sapremo immediatamente che c’è un problema nella nostra rete Zigbee, senza doverlo scoprire provando a interagire manualmente con i dispositivi.

    WebHooks

    Un’altra funzione molto interessante è quella dei WebHook.
    In sostanza, il dongle può essere configurato per inviare richieste HTTP (che siano GET, POST, PUT o DELETE) verso l'endpoint di un’API al verificarsi di un evento, come un’anomalia o una disconnessione dalla rete Zigbee.
    Immaginiamo, ad esempio, che il dongle rilevi un problema o perda la connessione con la rete Zigbee, com eper l'esempio fatto in precedenza, ma in questo caso possiamo configurarlo affinché invii automaticamente una richiesta HTTP, ad esmepio, a un bot Telegram per farci recapitare un messaggio di avviso. Un ottima alternativa o complemento al client MQTT

    VPN integrata (WireGuard)

    Un altro punto di forza, presente anche nello SMLight, è il client WireGuard integrato. Con questa funzione possiamo collegare il dongle a una rete remota tramite VPN e usarlo come coordinatore Zigbee anche a distanza, come se fosse nella rete LAN.

    Facciamo un esempio pratico.
    Immaginiamo di avere una casa vacanze: invece di creare lì una seconda istanza di Home Assistant, con un nuovo mini computer, una nuova installazione e tutta la configurazione da zero, possiamo semplicemente sfruttare quella che abbiamo già nella prima casa, creando, di fatto, un nuovo ramo Zigbee al di fuori dei confini domestici.
    Ci basterà creare un container separato con Zigbee2MQTT che, tramite VPN, comunichi con il dongle installato nella casa vacanze.
    In questo modo, i dispositivi Zigbee della seconda casa saranno gestiti dalla stessa istanza di Home Assistant, come se fossero fisicamente sotto la stessa rete.
    Un approccio avanzato, ma utile in determinati contesti per centralizzare tutto.

    Modalità eWeLink-Remote Gateway

    Il Dongle-M può funzionare anche come gateway diretto per i dispositivi WiFi Sonoff, compatibili con la modalità eWeLink-Remote, fino a un massimo di 8 device.
    Pensiamo ad esempio ai MINIR4M: collegandoli direttamente al dongle, questo diventa a tutti gli effetti un piccolo hub Sonoff locale, in grado di ricevere i comandi dei dispositivi senza passare da altri sistemi intermedi.
    E se abilitiamo anche il client MQTT, di cui abbiamo discusso prima, tutti gli eventi generati da questi dispositivi verranno inviati al broker e resi disponibili in Home Assistant.


    Firmware

    Per finire, troviamo una sezione dedicata all’aggiornamento del firmware, che permette di aggiornare sia il chip ESP32 che il chip Zigbee EFR32MG24, utilizzando sia i firmware originali che quelli custom sviluppati dalla community.

    Conclusione

    Come abbiamo visto, questo qui è un dispositivo a tutto tondo, non solo ben costruito ma anche ricco di funzionalità che, in determinati contesti, possono davvero fare la differenza e renderlo un vero must have.
    Nei prossimi mesi, dopo averlo testato nell’uso quotidiano, saprò darvi maggiori informazioni in merito alla sua stabilità.

    Bene amici smart anche per oggi è tutto
    Come sempre se vi fa piacere seguitemi per altri contenuti, attivate la campanellina e lasciate un like al video.

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